giovedì 12 settembre 2013

Il primo giorno di scuola


Oggi è il primo giorno di scuola.
Per noi il primo giorno della terza elementare.
Dovremmo essere dei “veterani”, ed invece l’emozione si è fatta sentire, come negli anni scorsi.
Ieri sera i preparativi…lo zaino con i quaderni avvolti nelle nuove copertine colorate, le matite nell’astuccio che profumavano di legno, il grembiulino stirato e inamidato appeso sull’appendino pronto per essere indossato.
E quel bacio della buona notte, l’ultimo delle vacanze.
Ieri sera, dopo la favola che accompagna i miei bambini nel mondo dei sogni, mi sono fermata a guardarli per qualche istante.
Due angioletti nei loro lettini affiancati.
Lei, la mia Principessa, nel lettino rosa abbracciata al suo pupazzo, la Micia Pink, già rientrata alla materna da qualche giorno… con quel visino angelico di una bimba improvvisamente diventata già troppo grande ai miei occhi di mamma.
Lui, il mio ometto, disteso su un materasso di sogni e di speranze, la voglia di sedersi nel banco vicino a Simone, il suo amico, la voglia di raccontare la sua estate, le sue vacanze e di quel nuovo allenatore di calcio già eletto a nuovo idolo della scuola calcio.
E quella paura conservata nel cuore e solo in parte confessata alla mamma in un momento di confidenze estreme di rivedere Sofia, la sua “fidanzatina” nel dubbio di aver perso durante l’estate quel “titolo” perché “mamma io le voglio bene davvero”.
Per un attimo ho rivissuto le stesse sensazioni di quando due anni fa entrambi i miei cuccioli iniziavano la loro avventura scolastica, lui il primo giorno di prima elementare, lei il primo giorno al nido.
A far aumentare l’adrenalina nel sangue i vari sms delle mamme, mie amiche, che oggi avrebbero portato i bambini in prima elementare.
L’ansia, l’agitazione, la trepidazione non sono le stesse e non lo possono (e devono) essere di quelle del primo giorno della prima elementare.
Ho trascorso tutte le vacanze con i miei bambini, sì li ho anche appaltati ai nonni quando dovevo lavorare, ma fondamentalmente ho trascorso con loro tre mesi di vacanza e stamattina quando ho accompagnato in classe il mio ometto e l’ho salutato, guardandolo seduto nel banco con il grembiulino nero mi è venuto un nodo in gola.
Buon inizio di scuola amore mio, buon inizio di questo nuovo anno e di questa nuova avventura.
E buon inizio anche a me, e a tutte le mamme come me che si faranno sopraffare dai sentimenti anche quando i nostri bambini avranno sessant’anni.

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